Descrizione
Lavoro e salute sono due diritti fondamentali che sembrano non incontrarsi mai. Ogni giorno, invece, incontriamo insoddisfazione, precarietà, disagio, infortuni, malattie professionali e morti sul lavoro. Una realtà che continua a segnare profondamente la vita di milioni di persone. Eppure gli organismi internazionali, la Costituzione italiana e le stesse normative sulla sicurezza descrivono un’altra idea di lavoro: un’attività capace di garantire dignità, libertà, equità, tutela della salute, crescita personale e benessere collettivo.
Perché allora esiste una distanza così ampia tra ciò che il lavoro dovrebbe essere e ciò che troppo spesso è diventato? Quali modelli economici, culture organizzative, scelte politiche e comportamenti hanno prodotto questa frattura? E soprattutto: è ancora possibile immaginare un lavoro più umano?
Attraverso un’analisi che intreccia salute, sicurezza, organizzazione del lavoro, filosofia, sociologia, diritto, economia e trasformazioni sociali, questo libro indaga le contraddizioni profonde del lavoro contemporaneo e le loro conseguenze sulla vita delle persone.
Un viaggio dentro il mondo del lavoro moderno che non si limita alla denuncia, ma prova a indicare nuove prospettive: dalla prevenzione alla partecipazione, dal benessere organizzativo alla necessità di ricomporre il legame tra persona, lavoro e cittadinanza.

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