Descrizione
Network Society e inclusione sociale, a cura di Felice Paolo Arcuri, raccoglie contributi di studiosi, esperti di cambiamento sociale e organizzativo e manager sulle trasformazioni prodotte dalle tecnologie di rete.
Web 2.0 e 3.0, big data e motori semantici vengono osservati non soltanto come innovazioni tecniche, ma come fattori che modificano interazione, apprendimento, organizzazioni, lavoro ed economia. Il volume concentra l’attenzione sul rapporto tra questi cambiamenti e la produzione di valore sociale.
Inclusione ed esclusione nella società in rete
La Network Society apre nuove possibilità di accesso, collaborazione e condivisione, ma può anche ampliare disuguaglianze e forme di esclusione. Il libro mette questi due poli al centro della riflessione e invita a leggere rischi e opportunità della trasformazione digitale insieme ai suoi effetti sociali.
Un percorso iniziato con lavoro e Web 2.0
Il volume prosegue la riflessione avviata con Futuro del lavoro e Web2 e Prepararsi al futuro: lavoro e formazione ai tempi del web 2.0, spostando il focus sulla condivisione del valore sociale e sull’inclusione nella società globalizzata.
Curatela e contributi
Il libro è a cura di Felice Paolo Arcuri e include contributi di P. Casentini, L. Cristiano, V. Eletti, A. Molina, A. Napolitano, R. Panzarani, D. Pepe e S. Sepe.
Domande frequenti su “Network Society e inclusione sociale”
La Network Society è la società nella quale reti digitali e tecnologie dell’informazione modificano il modo in cui persone e organizzazioni interagiscono, apprendono e producono valore. Il libro osserva questi cambiamenti attraverso più punti di vista, collegando dimensione tecnologica, sociale, organizzativa ed economica.
Tra le tecnologie richiamate nel volume compaiono Web 2.0 e 3.0, big data e motori semantici. Questi strumenti sono utilizzati come esempi di una trasformazione più ampia che coinvolge comunicazione, apprendimento, lavoro e organizzazioni.
Le reti possono aumentare accesso alla conoscenza, collaborazione e opportunità, ma possono anche convivere con disuguaglianze economiche e sociali crescenti. Il libro mette quindi inclusione ed esclusione in tensione tra loro e interroga il lettore su quale modello di società possa prevalere.
Il volume considera la diffusione delle tecnologie di rete come un fattore che modifica il modo di interagire e apprendere. La conoscenza circola attraverso ambienti, strumenti e relazioni nuovi, con conseguenze sia per le persone sia per le organizzazioni che devono ripensare formazione e condivisione del sapere.
Le tecnologie di rete incidono su organizzazioni, modalità di collaborazione e forme del lavoro. Il libro inserisce questi cambiamenti nel percorso iniziato con Futuro del lavoro e Web2, mostrando come trasformazione digitale e trasformazione organizzativa siano strettamente collegate.
Sì. Il volume prosegue esplicitamente la riflessione avviata con Futuro del lavoro e Web2 e Prepararsi al futuro: lavoro e formazione ai tempi del web 2.0. Il nuovo focus è la produzione e condivisione del valore sociale nella società in rete.
Il volume raccoglie contributi di P. Casentini, L. Cristiano, V. Eletti, A. Molina, A. Napolitano, R. Panzarani, D. Pepe e S. Sepe. La pluralità degli autori è coerente con l’obiettivo di osservare la Network Society da prospettive sociali, organizzative e manageriali differenti.
Il volume è a cura di Felice Paolo Arcuri. La sua pagina autore raccoglie altri lavori dedicati a organizzazione, formazione, lavoro e trasformazione digitale, compresi i titoli che precedono questa riflessione sulla società in rete.
Approfondisci: Profilo di Felice Paolo Arcuri.
Il volume è stato pubblicato nel 2015 e conta 101 pagine. Questi dati collocano il libro in una fase in cui Web 2.0, big data e tecnologie semantiche stavano diventando temi centrali nel dibattito su lavoro, organizzazioni e inclusione.
Può interessare studiosi, formatori, manager e lettori che vogliono capire come reti digitali e nuove tecnologie incidano su inclusione, disuguaglianze, apprendimento e organizzazioni. Il taglio multidisciplinare rende il volume utile anche come documento del dibattito sulla trasformazione digitale della metà degli anni 2010.

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